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Interview: incontro con CHRISTOPH WALTZ by Nicole Macchi

 
Oggi, in diretta dalla 12^ Festa del Cinema di Roma, ho il piacere di condividere con voi l’incontro con l’attore Christoph Waltz, vincitore di due premi Oscar rispettivamente per “Bastardi Senza Gloria” e “Django Unchained”, entrambi scritti e diretti da uno dei registi che più ammiro: Quentin Tarantino.

Devo confessarvi di essermi sentita particolarmente in sintonia con il pensiero di Christoph, il quale afferma che essere un buon attore non significa necessariamente saper improvvisare.
Lui per primo si attiene scrupolosamente alla sceneggiatura come forma di rispetto per il lavoro del suo ideatore, che ha richiesto molto tempo e fatica.

Mr. Waltz: “Il cinema di Tarantino è tutto nella sua sceneggiatura, anche le scene che appaiono più naturali sono in realtà studiate nei minimi dettagli…” continua “…succede tutto nella sua testa, poi butta giù velocemente i suoi pensieri. Io stesso fatico a stare al suo passo e personalmente ciò che più amo di lui è proprio la creatività della sua scrittura, dove è fondamentale ogni virgola.”

Per quanto riguarda invece la preparazione per un ruolo, secondo l’attore, la ricerca è del tutto sopravvalutata. Se per esempio il personaggio da interpretare è un nazista (vedi “Bastardi Senza Gloria”), non è necessario studiare tutti i testi nazisti. L’immaginazione è lo strumento più importante. - Evviva Christoph!!! Ora so che ci sei anche tu a pensarla come me -

Curioso sapere che Christoph Waltz, prima di approdare ad Hollywood, ha interpretato più di 150 ruoli tra teatri e serie televisive europee, dove non ricopriva i ruoli da “cattivo” in cui siamo abituati a vederlo.
- Ma vi anticipo che nel film “Downsizing” di Alexander Payne, presentato a Venezia, non sarà un “Villain” -

Mr. Waltz: “Dopo Tarantino, c’è stata una ragione economica dietro la mia costanza nell’interpretare i Villain. I finanziamenti ad Hollywood non arrivano per un reale interesse verso l’arte ma sono spinti da ragioni legate al profitto. Se un produttore ti conosce come Villain, allora ti vuole come Villain. Sono comunque i ruoli più interessanti. L’antagonista è infatti l’elemento drammatico che guida la storia, pertanto per me è il ruolo più eccitante in quanto, il cattivo, ha mille sfumature interpretative che lo rendono il personaggio più seducente.”

Personalmente mi sono sempre domandata come mai le commedie ed i loro protagonisti non ottengano mai particolari riconoscimenti da parte della critica e, finalmente, Christoph Waltz ha risolto il mio dilemma: “Perché non le capiscono! Il trattato filosofico scritto da Aristotele sulla commedia fu distrutto mentre quello sulla tragedia fu gelosamente conservato. Forse tutti i critici sono aristotelici (ride, ndr)”

Siete curiosi di sapere qual’è il suo film preferito?
Beh… in realtà, pur amando qualsiasi genere (da “Il momento della verità” di Francesco Rosi a “Vivere” di Akira Kurosawa), non potrebbe indicare un film specifico che “porterebbe su un’isola deserta” perché la sua scelta cambierebbe circa ogni trenta minuti, a seconda del suo umore (Oh Christoph… abbiamo davvero molto in comune io e te).

Da uomo coerente, afferma che lo stesso principio vale per il suo attore di riferimento che cambia con il passare del tempo e con il suo personale sviluppo artistico ed emotivo.

Mr. Waltz: “A 20 anni pensavo che Marlon Brando fosse il più grande di tutti. Ora non riesco più a guardare i suoi film, tranne “Il Padrino”. I punti di riferimento cambiano. La tua ammirazione non deve mai diventare ideologia.”


Photocredit: Sabina Filice